musica / 30 maggio 2005

SANGUE BOM: la recensione di Franco Cava

A Rio ,nel dialetto delle favelas e del mondo della samba,buon sangue ( o “sangue bom”) é come vengono chiamte le persone generose, giuste, che non tradiscono mai.

um messagio della posta mi arriva dicendo di retirare nel loro ufficio l a p a ( quartiere di rio,culla della samba) um pachetto che sapevo essere il nuovo disco di lorenzo.. “devi stare attento e forte,non abbiamo tempo di aver paura della morte. é divino meraviglioso”. um acceno all´hino tropicalista di caetano veloso nella copertina del disco mi dava il segniale di ció che stava per venire. “disordine e progresso”, piú giú, reiscivo a vedere a contro luce anche la bandiera brasiliana. nó,questo buon sangue non mente.anche se la traccia sia nascosta
nella fine del disco, é quella piú in evidenza,la piú viva. e ci sono tante stanze secrete in questo disco,messe lí
propositalmente.quante piú chiavi avrai nel tuo inventario musicale ,culturale,piú ne aprirai. oppure ,anche, e
principalmente,buon divertimento! e divertirsi non é um peccato.

Sí ,perché buon sangue é anche il piú riuscito e bel disco pop dei ultimi tempi. e anche il piú brasiliano di lorenzo. ma non il brasile ovvio delle percusioni esibizioniste, ma il brasile della poesia e della eleganza della bossa nova ( in la voglia di libertá), della richezza melodica e armonica di jobim ( in “la valigia”, facendone
anche uma citazione di agua de março). lo spirito piazzoliano di “ per me”, com um pizzicato finale um pó morna caboverdiana,um pó latina.bellissima. é “ungaretti che recita vinicius”.
Senza parlare dello spirito “tropicalista”,facendo um mosaico eletronico-mediterraneo,e um ponte fra tradizione e modernitá. Il disco riesce a portarti a new york,ma farti sentire a siracusa, in um club a londra e farti sentire a trastevere. ti porta su la luna, ma sembra che sei in campagnia. de andre se fosse figlio degli anni 90, avrebbe anche lui fatto um disco cosí.
Mi piace la tradizione melodica italiana in “ mi fido di té” ( la vertigine non é la paura di cadere ,ma la voglia di volare), il cantautoriato di “ua storia d´amore”.mani in alto é una fiera dell´est port-moderna.
come dicevano i revoluzionari latini, “non esiste rivoluzione senza spargimento di sangue, e cosí jovanotti fá la sua rivoluzione musicale spargendo ,il suo buon sangue., e come tutta la promiscuitá di um film di almodovar e tutta la violenza,forte e sanguinea di um film di tarantino, alla fine anche “buon sangue” scorre verso un lago calmo e sereno che si chiama soltato a m o r e.


Tags:  buon sangue franco cava

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