radio & tv / 14 ottobre 2014

Fiorello, Corrado, Jovanotti e Renzo Arbore: ecco le grandi stelle nate in radio

La radio compie novant’anni e proprio grazie ad alcune trasmissione sono nati i personaggi più amati della musica e della televisione

Il grande amore amore tra la radio (nata il 6 ottobre 1924 grazie alla geniale invenzione di Guglielmo Marconi) e gli italiani continua ancora oggi dopo novant’anni. Questo sodalizio ha visto nascere personaggi poi diventati stelle della tv, del cinema e della musica. Da Gianni Boncompagni a Renzo Arbore, da Corrado a Fiorello, passando per Alberto Sordi, Franca Valeri, Maurizio Costanzo, Jovanotti e Amadeus.

Con le cronache del regime, negli Anni 30, nasce la diretta e lo sport invade le case gli italiani: Nicolò Carosio accompagna la nazionale alla vittoria dei Mondiali di calcio del ’34 e del ’38. C’è anche lui, nel ’59, quando parte “Tutto il calcio minuto per minuto”, trasmissione storica che raggiunge i 25 milioni di ascoltatori, rendendo indelebili le voci – tra gli altri – di Enrico Ameri, Sandro Ciotti, Beppe Viola e Nando Martellini.

Tutti figli della radio, come Nunzio Filogamo, che nel ’34 esordisce nella rivista “I quattro moschettieri” con la frase: “Miei cari amici vicini e lontani, buonasera ovunque voi siate!”. E’ stato l’antesignano dei presentatori, dal ’51 conduce conduce le prime quattro edizioni del Festival di Sanremo, trasmesse solo in radio (dal ’55 parte la diretta tv). Sono anni in cui la radio si apre a nuovi generi. Con l’arrivo dei tre Programmi Nazionali, nascono Radiosera, primo Gr moderno, le rubriche di approfondimento, tra cui “Ciak” di Lello Bersani, il varietà con “Il Rosso e il nero”. Emergono Enzo Biagi, Sergio Zavoli e dal ’58 Indro Montanelli racconta la storia del nostro Paese. Enzo Tortora conduce, invece, il primo contenitore, “Il signore delle 13”.

Muovono i primi passi Alberto Sordi, con i personaggi di Mario Pio e del Conte Claro, e Franca Valeri con la sua Signorina Snob. L’intrattenimento conquista le case: nel ’66 arriva “Gran Varietà” che ha visto protagonista anche Johnny Dorelli, per anni appuntamento della domenica mattina per le famiglie. Poi tocca a “La corrida” di Corrado. La programmazione culturale trova il suo apice nel ’73 con le “Interviste impossibili”, realizzate da intellettuali come Umberto Eco, Edoardo Sanguineti e Italo Calvino.

La metà degli Anni 70 è uno spartiacque: sulla scia delle rivolte studentesche, inizia l’epoca delle radio libere, celebrate nel film di Ligabue “Radiofreccia”. E’ l’Emilia Romagna la patria delle prime stazioni, le più innovative, ma presto è un boom. Molte emittenti sono connotate politicamente, come Radio Popolare a Milano (dove negli 80 nasce la Gialappa’s Band) e Radio Onda Rossa a Roma, la cui storia è legata a doppio filo a quella sinistra extraparlamentare. Lo stile delle radio libere è tutto nuovo, meno ingessato e libero dal controllo governativo.

Anche la Rai è costretta ad allinearsi alle nuove tendenze, che già avevano fatto breccia con Radio Montecarlo, in grado di trasmettere dall’estero. “Alto Gradimento”, e prima ancora “Bandiera Gialla”, trasmissioni con cui Renzo Arbore e Gianni Boncompagni rivoluzionano il modo di fare radio, sono figlie di questo clima. Con “Chiamate Roma 3131” di Paolo Cavallina la Rai apre anche alle telefonate degli ascoltatori.

La partecipazione del pubblico è centrale nelle radio libere, che spesso sono proprietà di cooperative e si reggono sul lavoro dei volontari. Quello spirito negli anni si perde, la programmazione diventa più commerciale. La musica è essenziale per riempire i palinsesti e proprio in radio, come dj, iniziano la carriera star come Vasco Rossi (“Spazio aperto” – “Radio Punto zero”), Fiorello (“Viva Radiodue” – “Mattinata Esagerata”) che poi ha anche lavorato con Marco Baldini, Carlo Conti, Gerry Scotti (“Il broccolo” su Radio Deejay) e Jovanotti (“Deejay Time”). Si affermano emittenti come Rtl 102.5, Radio Dj, Radio 105, Rds e trasmissioni come “Lo Zoo di 105′, “Deejay chiama Italia”, i programmi di Amadeus e Albertino, capaci di miscelare canzoni e intrattenimento, o come “La Zanzara” di Giuseppe Cruciani e “Un Giorno da pecora” di Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro, irriverenti e ironiche.

Scoppia anche la “moda” dei dj come Albertino (“Deejay time” – Deejay), Ringo (“Disco lancio” – 105), Dj Angelo (“Ciao belli” – Deejay), Nick the Nightfly (“Montecarlo Nights” – RMC) e il fondatore di Deejay e talent scout Claudio Cecchetto (“Radio Milano International”). Tra i programmi più recenti di successo anche Fabio Volo (“Il Volo del Mattino”), Platinette (“Platinight”), Marco Mazzoli (“Lo zoo di 105”) e Anna Pettinelli (“Planet Music” su RDS).

fonte: tgcom24.mediaset.it


Tags:  radio

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