lorenzo2015cc / musica / 24 settembre 2014

BOMBINO, L’UOMO DEL DESERTO

Un anno fa ho comprato un disco attratto dalla copertina, un motociclista che impennava nel deserto, e dal il titolo: Nomad. Non sapevo nulla di quello che conteneva e mi è andata molto bene perchè poi l’ho ascoltato mille volte, in cuffia camminando, in sottofondo facendo cose, guidando in macchina. Il sound mi aveva catturato e l’ho consumato. E’ vero che il digitale ha questo vantaggio che non si consuma, ma vi assicuro che l’ho sentito talmente tanto che mi si sono rigati gli mp3. C’era qualcosa del blues del deserto di Ali Farka Toure e compagnia bella (Talkin’ Timbuctu è uno dei dischi più importanti degli anni 90) , ma anche qualcosa di altro, di più ibrido, tra blues, funk, psichedelia, afrobeat, una strana ingenuità che nella musica è preziosa e molti echi indefinibili di cose ascoltate senza potergli dare un nome. Un suono di chitarra e un timbro vocale degni di nota, qualcosa che rompe la monotonia del panorama musicale del momento. Lui si chiama Bombino, è del Niger, un paese africano che ha dentro un bel pezzo di deserto del Sahara, e più precisamente è un Tuareg di Agadez, la porta del deserto.
Tempo dopo aver comprato il disco ho letto una sua intervista in un sito dove alla domanda se conosceva musica italiana lui rispondeva “conosco jovanotti perchè ad Agadez girava una sua cassetta anni fa”. Così mi sono messo a cercare il suo management e in paio di gradi di separazione ci sono arrivato e ho dichiarato la mia ammirazione e il desiderio di invitare Bombino a fare qualcosa insieme per il disco che prima o poi avrei iniziato a costruire.

Oggi è stato quel giorno. Bombino è arrivato in studio a Milano con la sua chitarra e abbiamo passato tutta una giornata insieme a suonare. Abbiamo inventato un pezzo partendo da zero su un testo che finalmente ha trovato una musica e su un altro pezzo che avevo già portato un po’ avanti lui ha fatto delle cose strepitose di chitarra e di voce, cantando in Tamasheq, la lingua tuareg, e suonando in Bombinese, che è una lingua che tutti possono capire. C’era anche Riccardo Onori, il mio chitarrista che è un grande fan di Bombino, e naturalmente Michele Canova il produttore del mio disco, che ora è anche lui un fan. Bella giornata.

Bombino vive in Africa, adesso a Niamey che è la cpaitale, dove non è facile trovare strutture professionali per registrare musica, e infatti Nomad lo ha registrato a Nashville in USA prodotto nel suo studio da Dan Auerbach, quello dei Black Keys, che gli ha dato la possibilità di tirar fuori il suo suono al meglio, lanciandolo nel mondo della musica del mondo. Quest’anno ha suonato nei festival più importanti del pianeta. Ha fatto concerti anche in Italia che è uno dei paesi più aperti alle musiche insolite, quando hanno dentro una carica passionale, un immaginario potente. La storia di Bombino sembra scritta da un Charles Dickens africano, è un vero romanzo di formazione di un tempo e di una terra dove ancora può esserci un ragazzino di 12 anni che per seguire il richiamo della musica sale su una corriera senza biglietto e senza bagagli per arrivare nella capitale e cercare un mitico zio del quale aveva solo visto in una foto sdrucita di lui con una chitarra per convincerlo a insegnargli a suonarla, uno zio che forse nemmeno esisteva più.
La musica è una cosa bellissima che contiene sempre una verità, bella o brutta che sia, al regsitratore non puoi mentire, quando spingi REC viene impressa la storia di chi canta o suona, e per questo la musica ancora ha il potere di farci emozionare senza potersi proteggere dal rischio di rimanerci imprigionati. Per questo senza la musica tutti i nostri smartòfoni li possiamo usare come spessore sotto alla gamba di un tavolo che traballa.
Il mio disco lo sto costruendo in queste settimane e oggi è nato ancora qualcosa che non vedo l’ora di farvi sentire.

fonte: Lorenzo – profilo ufficiale facebook


Tags:  bombino si alza il vento

Bookmark and Share




Post Precedente
scatta la fase due del nuovo disco
Post Successivo
Arriva la «Jova Tv»




Post Correlati




3 Commenti

Feb 03, 2015

[…] sul nuovo brano Si alza il vento, l’episodio vede la partecipazione del musicista nigerino Bombino, chiamato da Jovanotti in studio a Milano dopo essere rimasto particolarmente colpito dal suo […]


Feb 03, 2015

[…] alza il vento” è il brano che contiene il prezioso featuring con Bombino, “l’uomo del deserto” che Lorenzo, dopo l’incontro con la musica del suo album Nomad […]


Feb 04, 2015

[…] di questo viaggio nel deserto è Bombino, musicista tuareg giunto da Agadez per contribuire alla realizzazione di Lorenzo 2015 CC con una […]



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.



More Story
scatta la fase due del nuovo disco
Con un lungo post su Facebook Jovanotti dichiara chiusa la fase di pre-produzione del nuovo disco e annuncia sorprese in vista Primo...