varie / 3 maggio 2004

INTERVISTA A GIOVANNI ALLEVI

Nei prossimi giorni usciranno, nei quotidiani e nei siti di carattere musicale, interviste e locandine pubblicitarie dedicate a Giovanni Allevi e al suo concerto milanese del 14 maggio, noi del blog, in anteprima, vi presentiamo questa intervista che Giovanni ha rilasciato in esclusiva!


Ciao Giovanni, innanzitutto un saluto e un benvenuto in questo salotto virtuale del blog del collettivo soleluna. 13dita è stato il tuo primo album ed è uscito per l’etichetta soleluna. Come sei arrivato alla pubblicazione del cd? Grazie a Saturnino. Lo incontrai per caso a Rimini dopo 13 anni che non ci sentivamo. Quella sera avevo un concerto dove suonavo le mie composizioni al pianoforte e lui era seduto in fondo alla sala, serissimo. Mi accompagnò alla stazione ma in macchina non disse niente; forse stava covando l’idea di produrre il mio cd, un progetto temerario.

Parlaci del tuo rapporto con Lorenzo: come siete arrivati alla vera e propria collaborazione sfociata ne “Il quinto mondo”? Credo che collaborare con lui sia una questione di “alchimia”: molto è affidato all’intuizione del momento, alla sensazione. La mia partecipazione al Quinto Mondo non è stata ovvia: ero un artista soleluna già da sei anni ma non avevo mai preso parte alla band se non in qualche sporadica occasione. Parlando una sera…ci siamo detti “vediamo che succede”.

Io ti ho visto la prima volta in teatro a Castiglionfiorentino mentre provavi con Lorenzo e la band al completo per il tour de “Il quinto mondo” e mi ricordo che mi son chiesto, conoscendoti di fama, “che ci fa un pianista ‘classico’ in un gruppo di ‘matti’ come questo?”, ecco, ti giro la domanda finalmente! E’ vero, e lì per lì l’ho pensato anche io. Era una fortuna essere con loro, per l’esperienza che ne avrei avuto: il palco, il pubblico enorme, ma soprattutto il ritmo. Il mondo di Lorenzo ha lasciato una traccia indelebile nella mia musica!

Nel 2003 è uscito il tuo secondo lavoro su disco “Composizioni” che prosegue il percorso iniziato da 13dita e si intreccia anche con altri lavori, penso al brano “l’idea” che è quello che ha dato vita a “albero di mele”, quali strade intendi far percorrere alla tua musica? Dal bilocale dove vivo a Milano ho la fortuna di vedere dalla finestra uno specchio della Darsena dove spesso sopra volteggiano i gabbiani. Una volta ne ho osservato uno: è bellissimo vedere come plana a filo dell’acqua. Ho capito che per notare la sua bellezza il gabbiano deve volare basso. La mia musica vola in alto ed io cerco, con queste dita, di spingerla sempre più in basso, di portarla a tutti, con tutte le mie forze; è per questo che ad ogni mio concerto mi spremo l’anima come un limone.

Il 2003 è anche l’anno in cui è uscita su disco una ‘polaroid’ di una jam-session, parlo di “Roma” e del Collettivo Soleluna. Ci puoi parlare di quei sette giorni romani? Dell’atmosfera che c’era in studio e di come è nata ed è stata organizzata la cosa? Abbiamo registrato un cd senza sapere di farlo! Abbiamo approfittato “dell’armonia cosmica” che si era stabilita tra di noi durante il tour e ci siamo trovati in studio per divertirci un po’ con la musica. Lorenzo è un grande cuoco ed ha fatto una bellissima torta (di cui io sono la ciliegina… scherzo!!!)

Com’è e cosa vuol dire lavorare con Lorenzo? Come dicevo è un lavoro molto istintivo… con sorpresa finale! Solo dopo aver messo a punto la base musicale (partendo dalla batteria, basso, chitarra e poi al limite il piano) ci fa ascoltare la melodia con il testo. Fino a quel momento c’è solo tensione positiva. Lui cammina nervosamente avanti e indietro borbottando tra sé quelle melodie, frutto di un talento disarmante. Ahh… un momento universalmente considerato meraviglioso quando lavori con Lorenzo è senza dubbio il pranzo! Ci fa mangiare benissimo e non manca mai dell’ottimo vino!

C’è una canzone di Lorenzo a cui sei particolarmente legato? Perché? E’ “Lei sa”, uscita su un singolo. Una meraviglia di delicatezza, forse l’unica canzone di Lorenzo sul tempo del valzer: un pianino, un trenino fatto con le spazzole, una pennellata di vibrafono e la voce rauca di Lorenzo appena svegliato. Una foto in bianco e nero…

Adesso Lorenzo si è ritirato in studio, o così ha detto, per preparare il suo nuovo lavoro. Sarai anche tu della squadra? Hai qualche piccola anticipazione da farci? Del lavoro che Lorenzo sta facendo in studio non so praticamente nulla, e quindi non so ancora se farò parte della squadra e né in che modo.

I tuoi progetti per il futuro? Nuovo album anche per te in previsione? Mi è stato commissionato un lavoro mastodontico dal mondo della musica Classica, ma ne parlerò a cosa fatta. Sono stato invitato a tenere alcuni concerti a New York. Nonostante per l’Italia possa ritenermi soddisfatto, sento che in questo momento vanno di moda la banalità, la mediocrità, il quotidiano (forse perché sono un rifugio sicuro per quello che sta accadendo nel mondo), e si ha paura della cultura e del talento a meno che non venga banalizzato o etichettato. Ma prima di fuggire il 14 Maggio a Milano alla Grande Sala Verdi del Conservatorio farò il mio concerto per la Fondazione “Aiutare i bambini”. Spero di incontrarci lì.

Con il blog del collettivosoleluna abbiamo lanciato una strana iniziativa, si tratta di “Corazon – quaderno errante”. Un piccolo quadernetto girerà per l’Europa (Italia, Germania, Francia, Spagna, Inghilterra, Belgio e Svizzera) tra i fans di Lorenzo che provvederanno a riempirne le pagine con tutto quello che gli passa per la testa. poi alla fine, studieremo il modo per farglielo avere. Che te ne pare di quest’idea? Come credi la ‘prenderà’ Lorenzo? Sono ormai tre anni che porto con me ai concerti un quadernino, il mio “Art Book”, dove gli ascoltatori per un attimo forse liberati dalla musica, lasciano una traccia della propria unicità. Leggerlo è molto gratificante, forse perché scopro di non essere il solo sognatore folle. Per Lorenzo ci vorrà un’enciclopedia!

Come la musica ha influenzato il tuo modo di vedere la vita? Per tutta l’adolescenza la musica classica è stata la mia unica interlocutrice, chiuso com’ero in una solitudine non voluta. Quando più tardi ho deciso con entusiasmo di gettarmi nell’esistenza, per essere il più vicino possibile alla gente comune, mi sono accorto che ormai qualcosa in me era irreversibilmente cambiato: tutto il mondo in movimento, con i colori, le voci, le persone, le storie da allora mi appaiono come un immenso e divino contrappunto, che va gustato ogni secondo ma che ha una forte direzione.

Il fatto di dover comporre musica attraverso un pentagramma e 5 note lo senti come un limite o una sfida? Come una missione. Essere un compositore non è solo un fatto musicale, ma implica la possibilità che tutto possa accadere da un momento all’altro: i segnali di cui hai bisogno per cogliere il senso delle cose, per raggiungere una musica sempre più consapevole, sono davanti a te ma devi saperli leggere, negli occhi della gente, nei colori della natura.

C’e’ un disco di un’artista o una colonna sonora che ultimamente ti ha colpito? C’è un cd di musiche di Bach che ascolto per intero tutti i giorni da quasi due anni. Bach è uno sciame di zanzare. Quando decidono di pungerti, non puoi ripararti e vieni attaccato da tutte le parti con insistenza. La sua musica è una valanga di melodie che ti piovono addosso e tu non puoi che abbandonarti al loro trasporto. Più che zanzare sono baci!

Grazie mille per la tua disponibilità, davvero. Vorrei chiudere questa intervista lasciandoti uno spazio bianco di totale libertà, quasi un pentagramma vuoto da riempire: a te la parola dunque, libera la creatività… Ciao! Grazie a te! Approfitto di questo spazio per farti vedere una foto che ho scattato dall’aereo (col permesso del comandante) mentre andavo a Napoli a presentare il cd “Composizioni”. Non sono un fotografo e la macchinetta è quella che è, ma si vede la curva dell’orizzonte ed il passaggio dal cielo allo spazio!!!!!


Tags:  giovanni allevi

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5 Commenti

May 03, 2004

complimenti, davvero bella intervista. Ora aspetto di sentirlo live!


May 03, 2004

la foto è stupenda.


May 03, 2004

bravo lo staff!!!


May 03, 2004

……bella foto…. ma perchè i concerti sempre a milano??? a siracusa non ci torni piu’? ciao…”duci”.. un bacio


May 05, 2004

questa intervista è stata una soddisfazione per noi!!!



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