varie / 11 ottobre 2008

INTERVISTA A SERGIO PAPPALETTERA

NE ABBIAMO GIA’ PARLATO DELLA MOSTRA/EVENTO “IL GIOCO DEL MONDO“.
QUESTA INTERVISTA CI OFFRE LA POSSIBILITA’ DI CONOSCERE L’IDEATORE, L’ARTISTA: SERGIO PAPPALETTERA!
 

Per chi ancora non ti conosce… chi è Sergio Pappalettera?
Sono come una volta disse Claudio Cecchetto “l’artista” che è presente quasi in tutte le case delle famiglie italiane in quanto, negli ultimi venti anni ho realizzato moltissime delle copertine di dischi prima e poi cd del mercato discografico. A parte le battute sono uno che ha cominciato con il liceo artistico ha fatto architettura in università e contemporaneamente la scuola del cinema mentre già appassionato di grafica realizzava i primi lavori e oggi si puo permettere di giocare con le immagini, tuttosommato sono un privilegiato.

E’ in scena alla nuova Triennale BOVISA di Milano il tuo nuovo progetto tutto giocato sul dualismo tra realtà e irrealtà che interferiscono nel gioco. Come è nata l’idea?
Instancabile ma piu che altro curioso negli ultimi anni ho frequentato la facoltà di filosofia come studente, proprio per continuare a sentirmi sempre in mezzo a nuove esperienze e da lì ho cominciato a fare alcune osservazioni e studiare forme di pensiero e conoscenza che forse prima non riuscivo ad elaborare, così facendo mi sono innamorato di alcuni filosofi che mi hanno spinto ad approfondire quel livello di irrealtà che esiste nel gioco come simbolo e metafora del mondo e così ho cercato di trovare un senso a quello che io producevo con la mia immaginazione e con tutto il lavoro che stavo raccogliendo negli ultimi anni, da lì l’idea che poi nell’ultimo periodo si è trasformata in ossessione prima di realizzare la mostra.

“Vietato non toccare ovvero” liberta’ assoluta vivere l’arte al punto da poter frantumare una copia del piede del David di Michelangelo…
Vivere l’arte forse non è esatto o meglio non per me vivere con l’arte questo si. Arte come strumento di conoscenza, come vissuto di emozioni, sensazione che funzionano cognitivamente questo si e quindi di conseguenza meno ansie nei confronti dell’oggetto artistico, del manufatto dell’opera.
Per questo chiedo di interagire con il corpo nella mia mostra ,perchè la parola interazione non sia patrimonio esclusivo del mondo del virtuale del videogame o della nuova comunicazione digitale.

Una bara originale Vuitton, aiuta a tenerci con i piedi per terra?
Non è un originale ma è una copia di qualcosa che non esiste nella realtà ma esiste nella nostra immaginazione il fatto che sia con logo “esibisce ” il potere delle immagini rispetto alla nostra esistenza destinata inesorabilmente a finire. Ecco perchè la mostra “comincia” dalla fine come a segnalare al visitatore che niente di quello che vedrà o farà corrisponde ad una sola ed esclusiva verità.

Il gioco dei 15 ricorre spesso…
A parte la memoria storica del gioco che probabilmente generazioni non conoscono mi interessava del gioco la sua potenzialità di comunocazione su livelli di realtà diverse, combinando tasselli muovendo e incastrando figure con altre, ricercando di ricostruire una immagine che pensi si sia scomposta e combinandola con quell’altra immagine che magari hai visto sul fondo del gioco dove scorrono i 15 tasselli ti possono venire migliaia di combinazioni e tutte possono avere un suo senso. Per spiegarmi meglio, è come se avessi a disposizione dei vari livelli di Photoshop che tu puoi accendere o spegnere creando sempre immagini diverse, insomma divertente e insieme fortemente simbolico.

Hai avuto degli ospiti d’eccezione, Aldo Nove e il tuo amico Lorenzo. Perchè hai deciso di coinvolgerli?
Quando ho fatto la conferenza stampa a Palazzo Marino a Milano ero seduto proprio fra loro due, Lorenzo ed Aldo e mi sono sbilanciato in un esempio che mi faceva piacere citare e mi riempiva di gioia. Avevo detto che come il grandissimo designer Bruno Munari per un lungo periodo della sua vita aveva collaborato con i bambini inventando cose straordinarie, io oggi avevo come bambini due grandisssimi artisti con cui giocare.

Quali saranno i prossimi passi per “IL GIOCO DEL MONDO”?
Stiamo valutando dove saranno le prossime tappe del gioco, mi piace chiamarle cosi come se fosse un lancio di dadi a far girare questa mostra, si parla di Roma ma devo dire che qualcuno ha parlato anche di Tokio. Il gioco del mondo non ha confini neanche territoriali.

Progetti in vista?
Cover riedizione disco Lorenzo con inediti e dvd del tour Safari Live, come sempre l’idea di confrontarmi con Lorenzo mi da gioia ed energia. Ogni sua telefonata è una esplosione di idee proposte, tentativi. Non si ferma mai e quello che mi fa andare in crisi, una crisi positiva ovviamente che ogni cosa che mi racconta o propone ha sempre un senso forte, ogni strada che percorriamo riesce sempre a entusiasmarmi io penso che Lorenzo sia veramente geniale.

E come al solito chiudiamo con una domanda in bianco, uno spazio da utilizzare come meglio credi…
Chi vuol restare fuori resti fuori e alzino le mani i giocatori…. mi piacerebbe chiudere così l’intervista.
E’ anche la grande scritta che trovi fuori dalla mia mostra.


Tags:  sergio pappalettera

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2 Commenti

Oct 11, 2008

Mi sembra molto interessante.
Verrò a visitare la tua mostra!


Oct 12, 2008

ciao Pappa



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