varie / 12 maggio 2019

Jovanotti superstar al Salone del libro di Torino con “Il Gioco del Mondo”

Lorenzo racconta in modo stravagante le proprie passioni, dalla musica al cinema nella Sala Oro del Salone Internazionale del libro, al Lingotto di Torino.
Al via l’incontro tra Jovanotti e lo scrittore Giordano Meacci. Non a caso il tema di quest’anno del Salone è “Il gioco del mondo”, dal capolavoro di Julio Cortàzar, che è anche il titolo di un brano di Jova contenuto nell’album “Safari”.


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Se non sei cresciuto negli anni ’90 non sai cosa sia l’ombelico del mondo, il centro del mondo di cui parlava Jova. Il nuovo millenio, lo stravolgimento dei numeri, il tempo che passa. Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, è uno dei più amati cantautori italiani, è nato a Roma, ha iniziato come rapper e disc jockey, come si diceva un po’ di tempo fa. Da allora di anni ne sono passati quasi una trentina, eppure la grinta che il cantante trasmette sul palco del Salone, dialogando con Giordano Meacci, sembra essere rimasta la stessa. Talmente tanto che quest’anno Jovanotti si prepara ad un tour unico: il Jova Beach Party, una grande festa che quest’estate vedrà protagoniste le principali spiagge italiane.

«Voglio rimanere attaccato alla vita – spiega Jovanotti – e alla musica, sono come una droga, quella sensazione lì che provi quando scrivi ti dà talmente tanto che la vuoi riprovare, è quasi un orgasmo.» Il cantautore che oggi riempie stadi e palazzetti parla di letture, viaggi, canzoni, mettendoci sempre quella vena alternativa di chi si presenta all’incontro con una camicia hawaiana e un cappello da cowboy. Amante di Conrad e Tarantino, rimane incurante dell’età e degli schemi sociali.

In merito alle proprie passioni parla di musica, ma anche di viaggi, le terre lontane del suo amato spagnolo, e di migrazioni, tema che gli sta particolarmente a cuore. «Non credo nel risentimento come forza positiva­ – racconta – per raggiungere un risultato. Non credo nel conflitto, non funziona con me. Non mi piace lo scontro, preferisco l’incontro con gli altri. È bello pensare che l’incontro con gli altri mi arricchisca, che gli altri mi arricchiscano, magari di problemi, ma mi arricchiscono.»

In tema di libri, oltre a On the Road di Kerouac, il suo preferito è Cuore di tenebra, tra quelli scritti da autori stranieri è quello che più ha lasciato un segno. Eppure ammette: «Non credo tanto nei consigli letterari – dice – bisogna inciampare nei libri. Un po’ come con le fidanzate.» Quando Meacci gli chiede se ci sia ancora la passione della lettura, se riesca ancora a godersela, Jova risponde assolutamente sì: «Io non seguo le cose morte, ma le cose vive, le immagini dinamiche, come la lettura. C’è un premio quando finisci di leggere un libro, sai una cosa che prima non sapevi, e per me è il massimo.»

Un dialogo intenso da cui emerge un ritratto di un personaggio che ci tiene a rimanere ciò che è sempre stato, Lorenzo Cherubini, al di là di ciò che gli altri si aspetterebbero da lui. «Al mio trentesimo compleanno il 27 settembre di qualche anno fa – conclude –, ci rimasi male perché la stampa mi dipinse come una persona che non ero. Voglio continuare ad essere Jovanotti, a fare le cose serie, ma alla Jovanotti». L’ombelico del mondo ancora balla a ritmo della sua musica.

 

fonte: salonelibro.it



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