varie / 21 aprile 2016

La storia di Lisa e della sua giornata con Jovanotti racconta quanto è importante sorridere durante la malattia

Lisa aveva solo 13 anni, e tutta la vita davanti. La scuola, i concerti, le uscite con le amiche, i primi batticuori. E poi, un giorno, all’improvviso il buio. La storia di Lisa è finita troppo presto. Un tumore maligno estremamente aggressivo diagnosticato nel cuore della notte. La corsa in ospedale, le visite e le speranze ostinate e coraggiose dei medici. Fino all’ultimo. Lisa passa tutti i suoi giorni di ragazzina solare e spensierata in ospedale a lottare tra la vita e la morte. Avrebbe dovuto viverla tutta la sua vita, giorno per giorno, su quell’altalena di gioie e umori vaghi che è l’adolescenza. Andare a scuola, giocare e correre come tutti, vedersi cambiare ogni giorno allo specchio. Piacersi e dispiacersi di ogni cosa, vivere ogni singola emozione senza mai mettere il punto tra le pagine del suo diario.

Ma a Lisa la vita è cambiata una triste notte quando ha scoperto di essere affetta da un male oscuro. La luce si è spenta, e a tenere accesa la luce dei suoi tredici anni c’era solo un biglietto stretto tra le mani con il nome del suo cantante preferito. Lo aspettava trepidante, da tempo quel concerto. Ma quando Jovanotti arriva in città, Lisa è chiusa in una stanza di ospedale. Piange a dirotto Lisa quando i medici le dicono che al concerto non ci può andare come tutte le ragazzine della sua età. Fino a quando la sua dottoressa decide di farle una sorpresa: una giornata con Jovanotti, grazie anche a Make a Wish. “Quel giorno era felicissima, è stato il giorno più bello della sua vita. E forse anche della mia” racconta l’oncologa Lucia Quaglietta.

Questa è solo una delle tante storie raccontate da “Trenta Ore per la Vita” che raccogliere fondi a favore di bambini e adolescenti malati di tumore e delle loro famiglie. I numeri di queste giovani vittime raccontano storie di sofferenza e speranza. E i numeri sono impressionanti. Ogni giorno, nel mondo, viene diagnosticato un tumore a 700 bambini. In Italia, ogni anno, sono più di 2300 i giovani e giovanissimi affetti da patologie onco-ematologiche. Con il progetto “Home” la storica maratona di trenta ore in diretta tv anche quest’anno corre per i bambini colpiti da tumore. L’obiettivo è garantire ai piccoli malati la migliore qualità possibile di vita e assicurare un sostegno psicologico e materiale alle famiglie, come quello di poter contare su una casa lontano da casa.

 

fonte: huffingtonpost.it



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