live / 11 gennaio 2016

Ritmo, poesia e tecnologia a Bolzano: arriva Jovanotti!

A livello regionale sicuramente è uno dei concerti – clou di questo 2016 appena iniziato. E forse, se non ci saranno ulteriori “ingressi” in una programmazione comunqie di alto livello, fra il Trentino e l’Alto Adige si potrebbe definire l’appuntamento live più importante. Ed è qui, dietro l’angolo. Dopo il trionfo di “Lorenzo negli stadi” che con 500 mila spettatori in due manciate di date ha dominato l’estate 2015, Jovanotti, o Lorenzo (Cherubini) per chi lo preferisce, è ripartito subito con il nuovo tour nei palasport, tour che farà tappa al Palaonda di Bolzano, in via Galvani, domani, con inizio del concerto alle ore 21.

L’intera energia che c’era negli stadi, e anche di più, è stata quindi racchiusa in uno show più concentrato e potente, qualcosa di nuovo, un “trip” sensoriale appositamente rielaborato per gli spazi chiusi ma grandi dei palasport.
«Mi rendo conto che i miei concerti stanno diventando qualcosa di nuovo anche per me, avverto un affetto e un’aspettative molto alte da parte della mia gente, del mio pubblico, e non mi sottraggo, anzi rilancio e moltiplico. La musica ha un valore amplificato nella mia percezione, è la costruzione di memoria collettiva, è uno spazio di libertà, è linguaggio universale, è battito che unisce, è gioia e intensità, e io ne sento il bisogno, per questo mi impegno a fare il miglior concerto che posso», dice Jovanotti a proposito di questo suo tour nei palazzetti.
In scaletta ci sono 26 brani totalmente riarrangiati; alcuni tratti dal suo lavoro più recente, Lorenzo 2015 CC, mai eseguiti dal vivo, come “Libera” o “Pieno di vita”. Altri come “A te”, proposti in una forma suggestiva e adatta allo spazio più raccolto del palazzetto, senza però rinunciare all’esplosione in brani come “Penso positivo” che porta una straordinaria botta di adrenalina funk al finale dello show e che riconduce direttamente nel cosiddetto “chissàddove” di Lorenzo – Jovanotti.

Un eccezionale momento è poi quello di “Musica” (il brano tratto dall’ultimo album realizzato con la collaborazione di Manu Dibango) dove Lorenzo, per la prima volta, abbandona lo spazio scenico per impossessarsi del banco audio che diventa un vero e proprio strumento creativo. E così al centro del palazzetto, domani del Palaonda di Bolzano, Jovanotti ritrova il suo primo mestiere, la grande passione a cui rende omaggio, dando vita a un travolgente momento di DJ set che infiamma il pubblico.

«Trasforiamo i palasport in spazi pulsanti ma anche intimi, ad altissima intensità. Il concerto è diviso in onde emotive, un inizio da club, molto elettronico e tribale, buio; una parte centrale intima e romantica, teatrale, e quindi un crescendo finale totalmente festaiolo e liberatorio tendente al funk», assicura Jovanotti.
La cornice scenica è spettacolare e tutti i contenuti “visual” sono inediti. Il palco di Lorenzo offre sempre una prospettiva perfetta e occupa una superficie di 350 metri quadri a cui si aggiungono i circa 300 di schermi complessivi ad alta risoluzione e una passerella che non è un consueto prolungamento ma un palco vero e proprio, completamente ricoperto di “floor screen” ovvero un pavimento di schermi che segue il racconto visual dello show proposto frontalmente in tre enormi schermi che sembrano comporre il centro visivo dello spazio scenico unendo l’impatto visuale a quello degli altri schermi offrendo un altro “nuovo” spettacolo parallelo a quello musicale. Stimolato infatti dall’idea che video, musica e luci siano una “partitura” con un grande potenziale, questo “Lorenzo nei palasport” propone immagini video completamente inedite e legate alla fotografia rock degli anni ’60, che illuminano il palco favorendo a tratti un particolare effetto straniante (che ricorda le immagini dei grandi concerti degli Stones, degli AcDc, dei Queen) uno a tratti più rarefatto, più suggestivo per i brani acustici.

E infine l’abbigliamento, da sempre tutt’altro che un dettaglio per Jovanotti. Sono tutti abiti originali e creati, su input di Lorenzo, da Ennio Capasa, direttore creativo di Costume National, oltre che, ed ecco la vera particolarità, da due autentici geni della moda, Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, direttori creativi della Maison Valentino

 

fonte: trentinocorrierealpi.gelocal.it/
ph: Leandro Manuel Emede


Tags:  lorenzopalasport20152016

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