libri / post in archivio / 28 novembre 2014

ONLYFORTHEBLOG: INTERVISTA A CLAUDIO CECCHETTO

CLAUDIO CECCHETTO PRESENTA “IN DIRETTA” LA SUA AUTOBIOGRAFIA, UN LIBRO CHE E’ ANCHE UN PRETESTO PER RACCONTARE LA STORIA DI 40 ANNI DI MEDIA ITALIANI, VISTI CON GLI OCCHI DI UN DJ.
IN QUESTA EMOZIONANTE INTERVISTA SI PARLA NON SOLO DELLO SCRITTORE MA DI UN ARTISTA, UN TALENTO, UN UOMO CHE DA SEMPRE E’ IL CENTRO DELLA FESTA!

 


 

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Benvenuto a casa! Questo spazio senza di te non sarebbe mai esistito…
Quando ho incontrato Lorenzo per la prima volta gli ho detto: “Tu sei una rock star”.
Lorenzo c’era già. Questo spazio esiste perché c’è Lorenzo.

Sei molto affezionato a Lorenzo?
Lorenzo è il più grande artista che abbiamo in Italia. Si mette sempre in gioco per cercare di superare il lavoro precedente. Devo dire che, dopo aver ascoltato alcuni brani nuovi che sta registrando, ci sta riuscendo di nuovo. Oggi l’album deve essere più simile ad un libro. Ti deve coinvolgere facendoti entrare nel mondo e nelle emozioni dell’autore.
Ascoltando il prossimo album di Lorenzo ti sembrerà di averlo lì con te, insieme alle sue canzoni.

E’ stato pubblicato il tuo libro “IN DIRETTA”. Cosa ti ha spinto a raccontare la tua storia?
Michele Dalai, amico ed editore (Baldini&Castoldi), me lo chiedeva da anni. Io ho sempre temporeggiato per non dirgli di no. Poi un assistente universitario che voleva fare un libro sugli anni 80/90 mi ha chiesto di raccontarglieli attraverso le mie esperienze nel mondo dello spettacolo e della musica. Parlando con lui mi è venuta voglia di raccontare i fatti ma anche le mie emozioni. Ho cominciato a scriverle ed è nato il libro, una specie di “Backup” (come il disco di Lorenzo).

Leggendo il tuo “romanzo” sembra di ascoltare una trasmissione radiofonica, un racconto in diretta…
Nel mio libro il racconto della mia vita è solo un pretesto per raccontare altre vite, quelle dei miei artisti diventati anche miei amici. E’ stato bello scrivere della prima volta delle radio libere, della televisione privata e della produzione dance made in Italy. Fenomeni che hanno rivoluzionato la nostra società e che sono contento di aver vissuto e poi raccontato.

Non ti sei mai fermato, sempre in continua evoluzione alla ricerca di nuovi obiettivi da raggiungere.
Dal punto di vista professionale, qual è la soddisfazione più grande che hai ottenuto?
Sono moltissime, ma più in generale l’aver visto e creduto in ciò che nessuno pensava possibile. Gerry, Lorenzo, Max, Fiorello, talenti straordinari che sui quali inizialmente ho scommesso solo io. Poi, hanno vinto tutto. Anche Radio Deejay sembrava avere il nome sbagliato e il target di riferimento debole, perché “i giovani” mi dicevano “non sono consumatori interessanti per la pubblicità”.
Radio Deejay è stata una rivoluzione.

C’è un elemento che accomuna i tuoi artisti?
Sono nati nella stessa “famiglia”. Sono cresciuti insieme ed hanno condiviso il loro talento, si conoscono e si stimano. Tutti hanno in comune il fatto di essere dei «bravi ragazzi», sinceri, generosi e rassicuranti. Sono amici da sempre, lo si capisce quando capita di vederli insieme in televisione

Nel tuo libro dici: “il talento è un dono, il successo un mestiere”
Il talento è un dono. E’ come un seme che va coltivato, protetto e fatto crescere. Bisogna dedicargli più tempo possibile e non dovrebbe essere faticoso perché di solito il talento nasce da una passione personale. Scoperto il proprio talento bisogna lavorarci, usare la testa per esprimerlo al massimo, per farlo diventare il proprio mestiere.

Come si scopre un talento?
Non so se esista una formula universale per scoprire un talento. Io posso dire come ho scoperto i miei ed infatti l’ho scritto nel mio libro. Una cosa è certa per scoprire talenti mi piace pensare che ci voglia talento.

DJ, produttore, presentatore, talent scout, inventore, visionario, imprenditore. Chi è Claudio Cecchetto oggi?
Continuo a essere quello che sono sempre stato. Curioso e attento a tutto ciò che è nuovo ed innovativo. I miei figli, Jody e Leonardo, sono un ottimo punto di riferimento. Ora sono loro che per primi giudicano le mie idee, le mie intuizioni e i miei nuovi progetti. Con loro ho parlato per la prima volta dell’idea del mio nuovo talent, diverso da quelli che ci sono già perché un altro uguale non serve. Non vado alla ricerca del talento ma della “Attitude”. In questo mio programma l’attitudine è tutto: atteggiamento mentale, modo di comportarsi, modo di pensare, portamento, punto di vista. Perché come dice lo slogan del mio format “La voce non è tutto”.

Il tuo parere sui Talent Show?
I talent show sono programmi televisivi che hanno come argomento principale la musica. Sono televisione ma possono essere un’ottima occasione per scoprire nuovi talenti. Che siano televisione lo dimostra il fatto che i giudici sono personaggi famosi e il programma è giustamente sulle loro spalle. La televisione vive di risultati immediati e non di promesse future. Gli ascolti televisivi escono il giorno dopo.
Per i giovani artisti sono una buona opportunità. Comunque vincere in un talent non basta.
Hai vinto la bicicletta …poi devi pedalare.

Quando hai iniziato tutto era una grande novità’, una continua conquista. Oggi invece siamo saturi di contenuti, di stili che vengono ripresi dal passato, “remixati” e spacciati per nuovi. C’è ancora spazio per creare qualcosa di nuovo?
E’ facile rifarsi a modelli già esistiti e collaudati ma le vere innovazioni nascono attraverso i nuovi “media”. Per esempio internet. La figura del youtuber è associabile a quella dei discjockey. La mission è la stessa, quella di scegliere contenuti che piacciano alla maggior parte delle persone, che le informi ma soprattutto le diverta. Diventeranno gli opinion leader del futuro.

Dal vinile al cd, dai file mp3 allo streaming. Dove sta andando la musica?
Il mercato discografico è cambiato con l’avvento di internet e delle nuove tecnologie.
Diciamo che le case discografiche non sono più quelle di una volta che gestivano esclusivamente il prodotto fisico, il 33giri o il Cd. Oggi i ricavi da questi supporti non sono più sufficienti. Ora si stanno trasformando in organizzazione musicali che gestiscono tutto ciò che produce l’artista: le sue canzoni, i concerti, il merchandising e la sua immagine. Oggi nella musica non viene gestito solo il prodotto fisico ma tutti i diritti connessi

Come è cambiato il divertimento?
Divertimento significa stare bene con se stessi ed essere felice della cosa che si sta facendo. Una volta c’era solo la musica e le discoteche. Ora c’e molto di più. Pub, videogiochi, telefonini, viaggi low cost, migliaia di programmi tv. L’importante è divertirsi cercando di non perdere di vista il proprio sogno, la propria passione che, di solito, risulta sempre essere il divertimento preferito.

Il tuo album preferito?
Il prossimo di Lorenzo :)

 

 

Credits:
Artwork a cura di Jimma G. Randazzo


Tags:  claudio cecchetto

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Roberto Baldi è un imprenditore e musicista di Milano. Dopo essersi diviso per molti anni tra l'Italia e gli Stati Uniti,...