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Jovanotti, opera buffa per ragazzi (”E preparo il disco più divertente”)

Inserito da Mau il 4 set, 2010 - categoria: eventi, lorè news

Dice Jovanotti che potrebbe scrivere un’opera completa soltanto dopo i cinquant’anni, e fa i conti con le dita: «Sarà nel 2016». Per ora – e per la seconda volta dopo «La parrucca di Mozart» – è librettista di «Rossini», surreale operina buffa con la musica di Bruno De Franceschi, che sarà rappresentata stasera alle 18 e domani nel teatro della sua deliziosa Cortona, da 70 ragazzi fra i 10 e i 15 anni che arrivano da varie scuole di musica italiane, e suonano e recitano dopo uno stage di 15 indimenticabili giorni insieme «dai quali vanno via trasformati». Lì in mezzo c’è anche Teresa, undicenne altissima bionda, guance di melograno, erede Cherubini: «Per tutto l’anno parla di quest’esperienza, mica mi diventerà un’attrice», sorride mamma Francesca nel quieto pomeriggio di fine estate, mentre i ragazzini sciamano dal teatro. Hanno gli occhi che brillano.

Jovanotti li guarda e sogna il futuro dell’iniziativa: «L’anno prossimo, se ancora ce la faremo, toccherà a Verdi. Con 70 mila euro facciamo miracoli: un po’ ci dà Enel, un po’ il Comune, la Provincia, la Fondazione Montepaschi. Vorremmo trasformarlo in un progetto che coinvolga tanti comuni, e mi piacerebbe un posto difficile come Scampia». Si accalora sul «modello didattico artistico»: «Non facciamo tentativi di divulgare la storia e l’opera dei geni della musica. Come già Mozart, “Rossini” è un “cavallo di Troia” per entrare in un mondo: qui è un plurale, un avatar della commedia dell’arte. C’è un racconto fantastico sulle maschere che si trovano in un teatro bruciato e per farlo rivivere s’inventano un’opera per il principe, che impazzisce. Importante è lo spirito: non competitivo, non da tv, senza nomination. E’ il percorso che conta».

Il libretto è molto jovanottiano, con voli pindarici, e ricorda a tratti i suoi rap da scioglilingua; con morale, perché è quel bellimbusto del proprietario, a incendiare il teatro per farci su un bell’albero di 30 piani: ma viene travolto dalle maschere. Sul palco i ragazzi combattono con entusiasmo ribaldo, sotto l’affettuosa regìa di De Franceschi. E’ una gioia starli a vedere: «Quando sono arrivati, erano spauriti. Si sono trasformati», s’infervora Lorenzo, che sente di trasferire loro le proprie energie: «Credo che il Paese si ricostruisca stimolando il senso di sé, e il teatro è una palestra fantastica, ti mette in contatto con il tuo corpo, la tua voce. Qui è il contrario della scuola: non c’è cattedra, e la tua abbondanza non nuoce agli altri, c’è il permesso di essere unici».

Viene in mente che lui, Jovanotti, a 16 anni già si dava da fare con i dischi, e a 18 era famoso. Una vita, ormai, spesa in pubblico: ma com’era cominciata, la vocazione? «Sono il terzo di quattro figli, il più libero da condizionamenti. Ero quello che faceva ridere la mamma, il mio babbo mi dice sempre che raccontavo un sacco di balle». Oggi è ancora disposto a sognare: «Ho una visione aperta sul futuro, i ragazzi vivono immersi in informazioni che arricchiscono: il vecchio PCI aveva paura della tv a colori, ma qualunque strumento che ti arricchisce, ti apre. Poi, la differenza la fanno l’amore e le persone».

Io penso positivo finché son vivo. Anche per il prossimo album, quasi pronto: «Vorrei uscire in gennaio. Mi diverto tanto che mi escono nuove idee, e sono rientrato in studio. “Safari” è stato il disco più venduto in Italia negli ultimi 5 anni, ma io ora cambio tutto: mi piace pensare a un album in un modo nuovo, come una playlist di pezzi molto forti, come i singoli nei ‘50-’60. Ho fatto caso che ogni volta che ho inciso una sola canzone, ci ho messo l’energia di un album: per questo, allora, uscivano pezzi pazzeschi».

Io penso positivo finché son vivo, anche sull’estate dei veleni: «La musica è liberatoria, non a caso sarà forse il disco più divertente della mia vita. Evito ciò che mi sa di bassezza, le storie e i dossier, e penso all’umanità ricca di slanci. Preferisco vedere Steve Jobs che pensa al futuro, che non un tg. Essendo vissuto negli Usa, dove con tutti i problemi mettono comunque l’entusiasmo e l’innovazione al centro del programma politico, cerco di fare come loro». Sarà anche per questo, che alla lettera al ministro Bondi sulla mancata spesa dei quattrini raccolti con «Domani» da lui e altri artisti, non è seguita polemica: «A breve ci sarà un incontro», si limita a promettere.

Di «Rossini», si parlerà a ottobre, in uno speciale di Sky Classic sul progetto.

fonte: la stampa

 
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Sapienza Jovanotti incontra gli studenti per raccontare come è riuscito a trasformare i suoi sogni in realtà

Inserito da Mau il 21 gen, 2010 - categoria: lorè news

Con brani come «Penso positivo» e testi, fra gli altri, come quello di «Fango» che recita la frase «Io lo so che non sono solo anche quando sono solo», Lorenzo Cherubini al secolo Jovanotti si è guadagnato la stima degli ambienti universitari ed ecclesiali di Roma e sarà questa sera ospite alle 19 alla sala studio della Cappella Universitaria della Sapienza, per un incontro dal titolo «Creatività e successo: una scommessa aperta», primo appuntamento del ciclo di seminari «La sfida e l’esperienza: generazioni a confronto». «Jovanotti è un bell’esempio di uomo di successo che ha colto una dimensione etica e sociale nella sua attività artistica – afferma padre Vincenzo D’Adamo cappellano della Sapienza e promotore dell’iniziativa – È un modello positivo per i giovani con la sua sensibilità a temi sociali, ecologici. Mi è piaciuto molto anche nell’ultimo videoclip del brano “Baciami ancora”: davvero molto carino». Durante l’incontro-dibattito Jovanotti sarà affiancato da Antonio Monda giornalista, scrittore e professore presso la New York University. Il confronto – moderato dal gesuita, scrittore e teologo padre Antonio Spadaro – prevede domande da parte degli studenti in sala. «Si parlerà delle origini, degli inizi dei vari ospiti per capire da dove sono partiti, le eventuali difficoltà affrontate nella carriera e come hanno fatto a superarle – spiega il cappellano della Sapienza – Con questa serie di incontri abbiamo voluto aprire le porte al pensiero libero e aperto con le diverse forme professionali e artistiche. Vogliamo che i nostri giovani imparino a essere protagonisti del sapere, che credano nella possibilità concreta di realizzare i sogni senza dover scendere a compromessi».

fonte: ilgiornale.it

 
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CD IN ARRIVO?

Inserito da Mau il 24 set, 2009 - categoria: lorè news

artwork by Mau

Non sarà certamente un album celebrativo, forse una raccolta di inediti sperimentali all’ombra della caldissima estate niuorchese, forse qualche live…

Sta di fatto che le voci sull’uscita di un nuovo progetto musicale entro la fine dell’anno si fanno sempre più insistenti, giorno dopo giorno. Cercheremo di tenervi aggiornati e nell’attesa vi invitiamo a visitare il minisito del blog:
www.collettivosoleluna.net/solelunanylab

 
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Un cameo di Lorenzo…

Inserito da Angelo il 11 set, 2009 - categoria: lorè news

A quanto sembra, Lorenzo fara’ un piccolo cameo in  B.A… E non da solo…

 
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Consegnata a Jovanotti la 500 “Flower” Landirenzo

Inserito da Mau il 8 set, 2009 - categoria: lorè news

Continua la partnership tra il famoso cantante e l’azienda emiliana

Testimonial di questa comunicazione è anche il famoso cantante Lorenzo Cherubini alias Jovanotti, a cui è stata consegnata un’esemplare di questa citycar ecologica e dai costi di gestione contenuti. Infatti il celebre cantautore, molto attento ai problemi ambientali, era stato già sponsorizzato dall’azienda di Reggio Emilia in occasione del proprio Tour avvenuto nell’estate del 2008 e rivelatosi un grande successo.

La 500 consegnata a Jovanotti monta un motore di 1.4 litri a benzina convertito a GPL con impianto di tipo Omega plus in grado di garantire unautonomia di 420 chilometri e un risparmio netto di circa il 45% rispetto alla versione a benzina, diminuendo le emissioni di CO2 da 149 a 134,1 g/km.

fonte: omniacar.it

 
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Jovanotti è librettista

Inserito da Mau il 6 set, 2009 - categoria: lorè news

Nel 2011 l’uscita del prossimo album

Una trilogia di opere ispirate ai grandi compositori della storia, interpretate da bambini. È quanto si ripromette Jovanotti, che dopo aver firmato il libretto di La parrucca di Mozart, in scena questa sera al Signorelli di Cortona su musiche di Bruno De Franceschi, pensa di scrivere altri due testi per spartiti di musica classica, da allestire nei prossimi due anni nella sua Cortona: protagonisti sempre musicisti e attori under 16.

Lo spettacolo è interpretato da 70 bambini (orchestra, attori e cantanti) che hanno seguito il laboratorio dell’Associazione Orlando, che è stata fondata a Cortona per creare uno spazio di cultura dedicato ai ragazzi.

Dopo la tournee americana e il successo dell’ultimo cd Safari, Lorenzo Cherubini ha annunciato di volersi fermare per alcuni mesi e concentrarsi sul suo prossimo lavoro artistico. Sta anche pensando di raccogliere l’invito che è stato rivolto da musicisti di dedicare un appuntamento musicale a Fernanda Pivano, la scrittrice e traduttrice italiana scomparsa recentemente, che con Cherubini aveva negli ultimi anni stretto amicizia e collaborato.

fonte: lastampa.it

 
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Lorenzo firma per la liberta’ di stampa

Inserito da Angelo il 1 set, 2009 - categoria: lorè news

Risposta massicca all’iniziativa dei giuristi in difesa della libertà di stampa
Fra le firme, Eco, Fo e Camilleri, Saviano, Sepulveda, Celentano, Salvatores
Appello Repubblica, le adesioni firmano Benigni e Jovanotti
Tra le nuove adesioni Arnoldo Foà, Barbara Spinelli, Guido Rossi
Messaggio di solidarietà dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia

ROMA – E’ una risposta massiccia, fatta di decine di migliaia di firme, quella ottenuta dall’appello di Repubblica in difesa della libertà di stampa, l’iniziativa lanciata dai giuristi Franco Cordero, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky dopo la decisione del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di denunciare Repubblica per le dieci domande che il quotidiano da mesi gli pone ma alle quali lui non ha ancora dato alcuna risposta.

A mobilitarsi subito è stato il mondo della cultura e dello spettacolo. Fra le adesioni, anche quella di Umberto Eco. “Ho già detto che quando qualcuno deve intervenire a difesa della libertà di stampa – osserva Eco nella dichiarazione che accompagna la sua adesione – vuole dire che la società e con essa gran parte della stampa, è già malata. Nelle democrazie ‘robuste’ non c’è bisogno di difendere la libertà di stampa, perché a nessuno viene in mente di limitarla”.

Non solo il mondo della cultura e dello spettacolo. Firmano Bernard Guetta, editorialista de L’Express e France Inter, e Edwy Plenel, ex vicedirettore di Le Monde e presidente del sito Mediapart. Gli architetti Renzo Piano e Gae Aulenti. Il velista Giovanni Soldini. Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e Giustizia, e don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Libertà e Giustizia, si legge in una nota, “testimonia la sua solidarietà in particolare ai giornalisti di Repubblica e dell’Avvenire, direttamente minacciati e spiati con metodi piduisti, ma in generale a tutti i giornalisti italiani che con questa denuncia di Silvio Berlusconi hanno ricevuto una sorta di avvertimento: è vietato fare domande; è vietato criticare”. Arriva anche un messaggio di solidarietà dell’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia, e del presidente dell’Unione dei giovani avvocati Gaetano Romano.
All’appello ha aderito anche l’Arci nazionale.

Dal mondo della cultura e dello spettacolo sono arrivate le firme, fra le altre, di Dario Fo, Andrea Camilleri, Roberto Saviano, Bernardo Bertolucci, dello scrittore cileno Luis Sepulveda. Ed altre se ne aggiungono. Roberto Benigni e Nicoletta Braschi, Liliana Cavani, Francesca Archibugi, Paola Cortellesi. Gli editori Alessandro e Giuseppe Laterza, l’attrice Lella Costa, le scrittrici Sandra Petrignani e Clara Sereni, il pittore e disegnatore Tullio Pericoli. E ancora, Jovanotti, Shel Shapiro, Arnoldo Foà, Giuseppe Piccioni, Riccardo Milani, Silvio Soldini, Andrea Vianello, Giovanni Floris, Corrado Augias, Ludina Barzini, Fiorella Mannoia, Sergio Staino, Pippo Baudo, Niccolò Ammanniti, Claudio Bisio e Sandra Bonzi, Mariangela Melato, Antonio Albanese, Salvatore Settis, Caterina Murino, Filippo Timi, Asia Argento, il regista Enzo D’Alò. E si aggiunge Arnoldo Foà che “aderisce con convinzione”.

C’è anche l’adesione di Adriano Celentano e di sua moglie Claudia Mori. Un tema, quello della libertà di stampa, caro al cantante: nell’ottobre del 2005, nel corso di una delle puntate del suo show Rockpolitik in onda su RaiUno, Celentano mostrò la classifica – redatta dall’istituto di ricerca americano Freedom House – del livello di “Freedom of the Press”, la libertà di stampa presente nei paesi del mondo (l’Italia compariva allora al 77esimo posto).

Tra gli altri firmatari – oltre ai già citati Fo, Camilleri, Bertolucci – anche Gino Strada, Franca Rame, Carlo Verdone, Elda Ferri, Victoria Cabello, Fabrizio Gifuni, Francesca Comencini, Gabriele Salvatores, Giulio Scarpati, Pierfrancesco Favino, Ascanio Celestini, i produttori cinematografici Angelo Barbagallo e Domenico Procacci, Marco Risi, Davide Ferrario, Sandro Veronesi, Carlo Lucarelli, Antonio Scurati, Erri De Luca, Giuseppe Montesano, Enrico Deaglio, Francesco Rosi, Carla Fracci e Beppe Menegatti, Ornella Vanoni, Miranda Martino, Angela Finocchiaro, Michele Placido e Renato De Maria. E dall’estero arriva l’adesione di Helen Mirren, premio Oscar per l’interpretazione della Regina Elisabetta in The Queen.

E ancora, Guido Rossi, Carlo Ginzburg, Rosario Villari, Tullio Gregory, Corrado Stajano, Giovanni De Luna, Miguel Gotor, Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Ottavia Piccolo, Licia Maglietta, Carlo Freccero, Enrico Bertolino, Dori Ghezzi, Monica Guerritore, Ferzan Ozpetek, Milva, Marco Bellocchio, Teresa De Sio, Maurizio Nichetti, David Riondino, Franco Battiato, Saverio Costanzo, Carlo Degli Esposti, Massimo Ghini, Ettore Scola, Furio Colombo, Giacomo Marramao, Stefania Sandrelli, Giovanni Soldati, Valerio Mastandrea, Alessandro Gassman, Stefano Accorsi, Paolo Sorrentino. Maurizio Crozza aderisce e osserva: “La mia solidarietà va a Silvio Berlusconi. Dove s’è mai visto un giornalista che pone domandi irriverenti al capo del governo? Un bravo giornalista non assume iniziative, un bravo giornalista scrive sotto dettatura”.

Da La Repubblica

 
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Per Lapo Elkann: Lorenzo for President !

Inserito da Angelo il 24 ago, 2009 - categoria: in edicola, lorè news

Lapo Elkann: «Voglio essere ebreo,ho iniziato il percorso di conversione»
«Io presidente della Fiat? Dovrebbero cambiare troppe cose per uno con le mie idee»
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MILANO – Un incontro a New York. E un’intervista un po’ particolare. Perché a fare le domande è Jovanotti, a rispondere è Lapo Elkann. E le sorprese – pubblicate per la storia di copertina di GQ – non mancano. «Voglio essere ebreo – annuncia Lapo. – Io sono ebreo per parte di padre, quindi per la tradizione giudaica devo fare un percorso di conversione – che ho appena cominciato – se voglio esserlo totalmente. Sai perché? Perché quando ho avuto delle difficoltà, alcuni rabbini mi hanno aiutato senza addossarmi sensi di colpa, ed è stato un vero aiuto. Ultimamente sto scoprendo la bellezza delle tradizioni religiose e voglio approfondire quella alla quale mi sento istintivamente più vicino».

FIDUCIA – «Non credi anche tu che questo sia un momento pieno di potenzialità?», gli chiede Jovanotti. «Assolutamente sì – è la risposta di Lapo – oggi sono crollate tante sicurezze del passato e c’è apertura verso nuove idee e bisogna dargli fiducia, cosa che in Italia non si riesce a fare. I bambini crescono pensando che il merito non conti nulla e i potenti non fanno niente per cambiare questo stato di cose. Con me lavorano ragazzi che vengono da famiglie normalissime ma che hanno talento, “Italia Independent” non è un club di figli di papà e non la sto facendo con i soldi della holding di famiglia».

FIAT – Perché non sei il presidente della Fiat? «Dovrebbero cambiare troppe cose perché ci siano le condizioni che permettano a uno con le mie idee di essere in quel posto». Che cosa faresti come prima cosa se diventassi sindaco di una cittadina? «Aiuterei la scuola e i servizi agli anziani. Il futuro e la memoria, i nostri patrimoni più preziosi. Farei politica solo se facessimo un partito nuovo io, te e Valentino Rossi».

Dal Corriere della Sera

 

Lapo: “In Fiat non c’è posto per uno con le mie idee”
In un’intervista a Jovanotti per GQ racconta anche la sua insofferenza per l’immobilismo italiano: “Nei luoghi di potere ci sono sempre i soliti”. Poi ammette: “La mia fortuna è essere stato il nipote di mio nonno. Non suo figlio”

ROMA – La domanda è la seguente: come mai non sei il presidente della Fiat? Ecco la risposta: “Dovrebbero cambiare troppe cose perché ci siano le condizioni che permettano a uno con le mie idee di essere in quel posto. Però devo dire che in Fiat ho lavorato con un bel gruppo di persone e insieme abbiamo fatto dei cambiamenti, la 500 è figlia di quel gruppo, come lo è la sponsorizzazione del team campione del mondo in MotoGp, tutte cose che hanno rinnovato l’immagine del marchio”. E’ questo il passaggio forse più interessante dell’intervista a Lapo Elkann realizzata da Lorenzo Jovanotti, per il mensile GQ.

Un faccia a faccia a tutto campo, quello tra l’esponente della famiglia Agnelli e il cantante (nel ruolo di intervistatore). In cui Lapo non esita ad ammettere rapporti non certo idilliaci col management della Fiat. E spiega che nel nostro Paese ci sarebbe bisogno di “un ricambio generazionale nei luoghi di potere” e di un cambio di mentalità perché “abbiamo un grande problema, la disonestà. I bambini crescono pensando che fregare gli altri sia il modo per avanzare, che il merito non conti nulla e i potenti non fanno niente per cambiare questo stato di cose. In Italia nei luoghi di potere ci sono i soliti di sempre, quelli che non lasciano venire fuori le cose positive perché hanno paura di perdere la loro capacità di controllo”.

Dunque un Lapo battagliero. Che parla anche di religione: rispondendo alla domanda su perché si sia tatuato sul braccio la stella di Davide, dice di averlo “fatto poco tempo fa” perché desidera “essere ebreo”. “Io sono ebreo per parte di padre – ricorda – quindi per la tradizione giudaica devo fare un percorso di conversione, che ho appena cominciato, se voglio esserlo totalmente”. Sull’origine di questa riscoperta delle radici giudaiche, spiega: “Quando ho avuto delle difficoltà, alcuni rabbini mi hanno aiutato senza addossarmi sensi di colpa, ed è stato un vero aiuto. Ultimamente sto scoprendo la bellezza delle tradizioni religiose e voglio approfondire quella alla quale mi sento istintivamente più vicino”.

Quanto alla vita privata Lapo spiega che avrà un figlio “solo quando sarò sicuro di poter essere un buon padre, non uno di quei padri che hanno carriere pazzesche e costruiscono imperi però non si sanno far amare dai loro figli e finiscono per sbagliare tutto. Quando Edoardo è morto, mio nonno Gianni è invecchiato di colpo di vent’anni. Mio nonno è stato un uomo eccezionale, con un talento senza pari, con me è stato fantastico e di grande ispirazione, ma la mia fortuna è stata essere suo nipote e non suo figlio”.

Nell’intervista, invece, non c’è nessun acccenno – almeno nelle anticipazioni fornite alla stampa prima dell’uscita del numero di GQ in edicola, domani – alla questione del “tesoretto” dell’Avvocato e alle controversie giudiziarie che dividono la famiglia Agnelli. Con Margherita, madre di Lapo nonché figlia di Gianni, contro gli altri per questioni legate all’eredità.

Da Repubblica

 
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Il rap di Jovanotti per Fernanda Pivano

Inserito da Angelo il 24 ago, 2009 - categoria: in edicola, lorè news, testi

Roma, 24 ago. (Adnkronos) – Su “Tv Sorrisi e Canzoni” in edicola domani, c’e’ un piccolo gioiello dimenticato: una poesia-rap che Jovanotti, nel 2000, aveva dedicato a Fernanda Pivano ed eseguito durante una festa dedicata alla scrittrice e traduttrice scomparsa nei giorni scorsi. Era stato un suo modo per dirle “grazie” dopo che la Pivano aveva consentito, due anni prima, a scrivere la prefazione al racconto di viaggi di Lorenzo “Il grande boh!”, in cui la scrittrice era arrivata a paragonare il rapper a Kerouac. Nel corso di un evento pubblico a Milano, Jovanotti aveva rappato il testo della sua poesia che la Pivano poi aveva voluto, annotandolo di suo pugno, e che “Sorrisi” ha riprodotto.

Nei versi, Jovanotti esordisce chiamandola “nanda nanda nanda nanda/rara e preziosa come un panda/che va protetto salvato studiato e rispettato”, per poi proseguire: “l’america che canta/parole che se non c’era la nanda/nessuno avrebbe udito”. Il rapper definisce la Pivano “vittoriana/astemia ed educata/la nanda innamorata/del coraggio/di essere talmente contro tutti/da scegliere di andar contro se stessi”.

E ancora: “la nanda che traduce/soltanto una parola:/pace”. Per poi concludere: “Lei sa che dire artista/e’ come dire niente/e dire niente e’ come dire tutto/chi e’ il genio?/chi creo’?/o chi ha distrutto?/chi ha fatto a botte/o chi curo’ il dolore?/la nanda che traduce/soltanto una parola:/amore”.

Da ADNKronos

 
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JOVANOTTI, FUNK E RAP TOSCANO NELLA GRANDE MELA

Inserito da Kury il 17 giu, 2009 - categoria: live, lorè news

NEW YORK – Funk e rap toscano all’ arrembaggio della Grande Mela: è partita dallo Zebulon, un piccolo pub di Williamsburg, a Brooklyn, l’avventura newyorchese di Jovanotti, per il primo dei set del suo “SoleLuna NY Lab”. Il rapper toscano, 42 anni, si è lasciato andare all’ improvvisazione, “all’arrembaggio” come dice lui, rivisitando in chiave funky alcuni dei suoi grandi successi, da L’ombelico del mondo a Serenata rap al recente Safari.

E’ stata una jam session travolgente e senza soluzione di continuità, nella quale, come aveva promesso, Jovanotti ha fatto letteralmente “esplodere” i suoi pezzi, li ha sovrapposti e rimodulati su ritmiche scatenate. Perfetto il feeling con la band, che oltre agli storici Saturnino e Riccardo Onori, al basso e alla chitarra, ha visto il debutto del batterista brasiliano Gil Oliveira, un ex di Gilberto Gil. Per i fan, circa duecento e in larga parte italiani e italo-americani, è stata l’occasione per godersi un Jovanotti del tutto inedito, gratis e nell’atmosfera raccolta di un club newyorkese.

“Voglio farli ballare tutti, per me è un vero divertimento, il modo di suonare nella città più musicale del mondo” ha detto Jovanotti appena sceso dal taxi, mentre dentro già lo aspettavano in circa duecento. Il cantante non si èsbilanciato sui prossimi lavori, “queste cose non si possono dire, l’ispirazione è una cosa misteriosa”, ma è chiaro che il suo soggiorno americano – resterà qui fino a fine agosto con dodici tappe nei locali della Grande Mela – è per lui un laboratorio di nuove idee. Al termine Jovanotti, che era accompagnato dalla moglie Francesca e la figlia Teresa, 10 anni, si è allontanato in macchina con l’amico Fabio Volo. “Sono il suo motivatore”, scherza lo scrittore bresciano, a New York per la preparazione del prossimo libro: “Mancano solo due capitoli, se sono bravo lo faccio uscire a Natale”. Non si tratterà, anticipa Volo, di un romanzo generazionale: “E’ tutto diverso, si parla di famiglia, del rapporto padre figlio in particolare”.

Tra i tavoli del locale c’era anche l’attore Silvio Orlando, venuto per una rassegna sul cinema italiano: “Jovanotti mi ha detto di questa sua cosa un po’ clandestina, così ho pensato di venire anch’io, del resto lui sta poco a poco assumendo le caratteristiche di un mito italiano e gli vogliamo bene”.

fonte: ansa.it

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